Centro Sociale AuroeMarco Roma


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Novembre

Il Cineforum

Il Cineforum - Novembre 2009


Uno sguardo a 360° su avvenimenti e personaggi degli ultimi cinquantanni che in qualche modo hanno lasciato un segno indelebile nella storia, questo è quello che intendiamo proporre nell'appuntamento fisso del giovedì sera con il cineforum dell'Auro e Marco. L'enorme quantità del materiale raccolto è stata attentamente studiato con lo scopo di non proporre nulla che possa risultare eccessivamente pesante per lo spettatore nonostante le tematiche particolari che di volta in volta verranno affrontate,ma questo sarete solo voi a dircelo....


12-11-2009 ore 22

Citizien Berlusconi

Citizen Berlusconi (il presidente e la stampa) è un documentario del , diretto da Andrea Cairola e Susan Gray. Si tratta di un'inchiesta giornalistica, prodotta dalla casa di produzione italiana Stefilm, che analizza in maniera approfondita e documentata l'ascesa di Silvio Berlusconi dal monopolio della televisione commerciale al vertice del governo italiano. Il documentario è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle dall'emittente televisiva pubblica statunitense PBS. Successivamente programmato da diverse emittenti americane ed europee, in Italia non è mai stato trasmesso da alcuna emittente televisiva terrestre. È invece andato in onda sul canale satellitare Current TV il 22 giugno 2009, con alcuni contenuti aggiuntivi prodotti dagli autori per l'occasione. Dalla sua scesa nel campo della politica nel 1993, Silvio Berlusconi è riuscito a catalizzare la maggioranza degli elettori italiani, senza riuscire però a fare altrettanto con i governi, la stampa e l'opinione pubblica straniera, agli occhi dei quali continua a figurare come un'anomalia. Citizen Berlusconi è un documentario che propone una visione del governo Berlusconi 2001 analizzandone, con la collaborazione di noti giornalisti e noti personaggi della politica mondiale, i provvedimenti più discussi.


19-11-2009 ore 22

La guerra del petrolio


L'aereo di Enrico Mattei precipita il 27 ottobre del 1962, nella campagna di Bascapè, presso Pavia, al ritorno da un viaggio in Sicilia, in circostanze mai del tutto chiarite. Il documentario rievoca il periodo della vita di Mattei trascorso alla guida dell' Agip e dell'. Nominato nel 1945 commissario straordinario dell' Agip, con il difficile compito di liquidarla, svenderla a privati o a grandi compagnie, Mattei riesce abilmente a mantenere la società in vita e, addirittura, a potenziarla e renderla più efficiente, evitando in questo modo la vendita. Nel biennio 1946 - 1948 nasce la rete dell' Agip, e si hanno le prime scoperte di petrolio e metano in diverse parti d' Italia. Mattei, spregiudicato ma geniale, cerca di dimostrare che può esistere una efficiente industria italiana degli idrocarburi e, a tale scopo, si ingegna di offrire ai paesi arabi ed africani produttori di greggio condizioni di sfruttamento delle loro risorse più vantaggiose di quelle proposte dai rappresentanti dei trust anglo-americani del petrolio sette sorelle, inimicandoseli mortalmente. Sfruttando le connivenze con i servizi segreti italiani gli interessi petroliferi stranieri riusciranno a togliere di mezzo Mattei con un attentato dinamitardo camuffato da incidente aereo.


26-11-2009 ore 22

Il Divo


Il divo (sottotitolato La spettacolare vita di Giulio Andreotti) è un film del 2008, diretto da Paolo Sorrentino. È stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2008, dove ha vinto il Premio della giuria. Nelle sale italiane è arrivato il 28 maggio 2008. Il nome del film deriva da uno dei tanti soprannomi affibbiati al Senatore a vita Giulio Andreotti a cui il film è ispirato. A Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme. Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti. Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare. Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni.Agli inizi degli anni novanta, senza arroganza e senza umiltà, immobile e sussurrante, ambiguo e rassicurante, avanza inarrestabile verso il settimo mandato come Presidente del Consiglio. Alla soglia dei settant’anni, Andreotti è un gerontocrate che, equipaggiato come Dio, non teme nessuno e non sa cosa sia il timore reverenziale. Abituato com’è a vedere questo timore dipinto sul viso di tutti i suoi interlocutori. La sua contentezza è asciutta ed impalpabile. La sua contentezza è il potere. Col quale vive in simbiosi. Un potere come piace a lui, fermo ed immutabile da sempre. Dove tutto, battaglie elettorali, stragi terroristiche, accuse infamanti, gli scivola addosso negli anni senza lasciare traccia. Lui resta insensibile ed uguale a se stesso di fronte a tutto. Fino a quando il contropotere più forte di questo paese, la Mafia, decide di dichiarargli guerra. Allora le cose cambiano. Anche, forse, per l’inossidabile, enigmatico Andreotti. Ma, questa è la domanda, cambiano le cose oppure è un’apparenza? Una cosa è certa: è difficile scalfire Andreotti, l’uomo che, più di tutti noi altri, sa come si sta al mondo.



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